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La sedia di pietra

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La sedia di pietra

12.00

Alba Dal Forno

Edizioni Albavision

112 pagine, 31 racconti, 4 illustrazioni in bianco e nero, 1 illustrazione a colori, f.to cm 12,5×19, copertina flessibile, allestimento filo refe.
Illustrazioni di Marco Paci

COD: ISBN 978-88-907093-6-4 Categoria:

Descrizione

La sedia di pietra

Alba Dal Forno

112 pagine, 31 racconti, 4 illustrazioni in bianca e nero, 1 illustrazione a colori, f.to cm 12,5×19, copertina flessibile, allestimento filo refe.
€ 12,00

É il ricordo del mondo contadino ad attraversare ogni singolo racconto della raccolta nata dalla memoria di una bambina per restituire abitudini, tradizioni, ritratti del secolo scorso. Il Novecento dell’autrice propone un incastro di sensazioni profondamente legate alla natura, all’alternarsi delle stagioni, alla dura poetica del lavoro nei campi e in una corte a ridosso dei monti. Chi scrive celebra il miracolo dell’acqua con lo stesso rispetto con cui il paese, mai nominato, festeggia la comparsa delle fontane, cuore dell’universo femminile finalmente liberato da estenuanti marce verso la sorgente, da dove madri, mogli, figlie tornavano con sulle spalle due secchi ricolmi, appesi ai lati di un’asse di legno. Nel rito del bucato alla fonte come in quello della processione della Madonna, alta sopra i fedeli, superba sul suo trono, si percepisce il palpito di un’intera comunità. Al contrario della bimba-narratrice, che inanella domande laiche e si dà risposte molto terrene, logiche e politically correct. Lo fa usando il linguaggio e la curiosità dei più piccoli con cui descrive emozioni, paesaggi e cose. Racconta le case modeste della corte, tratteggia il ritratto di chi le abitava, quello di compagni di gioco e cugini con cui ogni domenica, insieme a tutta la famiglia, scendeva in piazza per la messa. Era l’unica occasione di svago, preceduta da una saponata decisa, da una pettinata altrettanto vigorosa e dall’indossare l’abito buono. Ma non le scarpe, che venivano riposte in una sporta e cambiate lungo la strada, quando l’asfalto segnava il confine tra la campagna e il paese. Storie contadine, di ragazzini coricati sul fieno ammassato sui carri, con gli occhi al cielo a fissare le cime degli alberi e la teleferica, che dalle cave scendeva al cementificio. Ragazzini pronti a ridere di tutto e niente, buoni per il lavoro fin da piccoli, a soli 8 anni li si spediva al pascolo. Come Maria, che sorpresa dal temporale si trova a correre dietro a quattro pecore spaventate e, una volta radunate, per vendicarsi morde loro le orecchie.
Il gelo dell’inverno, i colori del bosco, il sole a picco sulle spalle dei contadini, la graspia, il vino leggero che si concedevano per non sciupare il migliore, le fette di polenta tagliate con il filo e condite con il grasso colato dal salame veneto, sono la quotidianità perduta dell’autrice. Che d’inverno per risparmiarsi il gelo faceva pipì in compagnia dei cugini nel tepore della stalla e d’estate ascoltava i monologhi della madre grata al cielo di aver maritato un operaio, risparmiandosi la fatica di un’esistenza contadina. E maledicendo le sconosciute Bucoliche di Virgilio il cui peccato stava nell’aver cantato la campagna senza conoscerne la fatica.

Alba Dal Forno
Nata nel 1956 vicino a Verona. Laureatasi a Bologna, vive e lavora a Ravenna dove per dieci anni è stata responsabile dell’ufficio stampa della Cna. Attualmente si occupa di politiche sociali e sanitarie e di Cna Pensionati. Tra iniziative di politica sindacale e altro ha scritto filastrocche, racconti e una raccolta di poesie intitolata “Il tavolo della cucina”.

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